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Servizi

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Il Piano Nazionale Impresa 4.0 prevede una serie di misure mirate a stimolare gli investimenti in innovazione tecnologica necessari per sostenere la competitività del tessuto imprenditoriale italiano.

Tali misure, finalizzate a toccare tutti le diverse aree aziendali, vogliono fornire alle imprese un supporto:
– nella digitalizzazione dei processi produttivi
– nella valorizzazione della produttività dei lavoratori
– nella formazione di competenze adeguate
– nello sviluppo di nuovi prodotti e processi.

Tra le misure di incentivazione previste si annoverano:

1. Iper e Superammortamento

Si tratta di incentivi fiscali volti a supportare le imprese che investono in beni strumentali (materiali e immateriali) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale.

Consistono in una supervalutazione del costo fiscalmente deducibile relativi ai beni acquisiti: incrementando il costo di acquisizione del bene ai fini della deducibilità delle quote di ammortamento (acquisto in proprietà) o dei canoni di leasing (acquisto in leasing) è possibile ottenere un risparmio d’imposta.

Nel dettaglio:

• Iper ammortamento: supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0 acquistati o in leasing;

• Super ammortamento: supervalutazione del 130% degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing.

Va sottolineato come per le imprese già beneficiarie dell’iperammortamento sia possibile fruire di una supervalutazione del 140% per gli investimenti in beni strumentali immateriali (software e sistemi IT).

Va inoltre precisato che, ove la parte immateriale è strettamente necessaria per il funzionamento del bene materiale oggetto dell’iper ammortamento (es. software embedded), questa è da considerarsi agevolabile attraverso l’iper ammortamento.

Come funzionano

Possono beneficiarne tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano. Sono ammesse sia le imprese residenti nel territorio dello Stato che le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero.

Al fine di poter essere suscettibile di agevolazione il bene deve rispondere ai requisiti previsti dalla normativa nazionale (si vedano gli elenchi all’Allegato A e all’Allegato B). 

Va sottolineato come il requisito fondamentale per l’accesso al regime dell’iper ammortamento è che il bene oggetto di invesimento sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Va inoltre evidenziato come la Legge di Bilancio 2018 abbia provveduto ampliare l’elenco di beni incentivabili come previsti dall’allegato B, integrandolo con:

– sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;

– software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;

– software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intrafabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field)

L’accesso avviene in automatico in fase di redazione del bilancio ed è può essere realizzato:

1. per gli investimenti di importo inferiore ai 500.000 euro, attraverso un’autocertificazione resa dal legale rappresentante della socità attestante la conformità ai requisiti normativi;

2. per gli invesitmenti di importo superiore ai 500.000 euro è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito industriale o da un ingegnere iscritti nei rispettivi albi professionali, ovvero un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato. 

L’iper ammortamento si applica agli investimenti effettuati dal 1 Gennaio 2018 al 31 Dicembre 2018, con la possibilità di completare l’investimento entro il 31 Dicembre 2019 se entro il 31 Dicembre 2018 l’ordine risulta accettato dal venditore e sia stato pagato un acconto almeno pari al 20% del costo di acquisizione. 

Il super ammortamento si applica invece agli investimenti effettuati entro il 31 Dicembre 2018, con la possibilità di completare l’investimento entro il 30 Giugno 2019 se entro il 31 Dicembre 2018 l’ordine risulta accettato dal venditore e sia stato pagato un acconto almeno pari al 20% del costo di acquisizione.  

Tali incentivi sono cumulabili con:

• Nuova Sabatini;

• Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo;

• Patent box;  

• Incentivi per startup e PMI innovative;

• Fondo Centrale di Garanzia.

 

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2. Nuova Sabatini

Si tratta di un’agevolazione a sostegno delle imprese che richiedono finanziamenti bancari per investimenti finalizzati ad acquistare o acquisire in leasing beni nuovi di fabbrica: beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali (hardware e software).

Consiste in un contributo del Ministero dello Sviluppo economico a parziale copertura degli interessi pagati da un’impresa su determinati finanziamenti bancari.

Nel dettaglio

Contributo a parziale copertura degli interessi pagati dall’impresa su finanziamenti bancari di importo compreso tra 20.000 euro e 2.000.000 euro, concessi da istituti bancari convenzionati con il MISE che attingono sia a un apposito plafond di Cassa Depositi e Prestiti sia alla provvista ordinaria. Il contributo è calcolato sulla base di un piano di ammortamento convenzionale di 5 anni con un tasso d’interesse del 2,75% annuo ed è maggiorato del 30% per investimenti in tecnologie Impresa 4.0.

I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, nonché a software e tecnologie digitali.

Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a immobilizzazioni in corso e acconti.

Gli investimenti devono riguardare beni con autonomia funzionale e correlati all’attività produttiva svolta dall’impresa.

L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing) che deve però avere le seguenti caratteristiche:

– durata non superiore a 60 mesi;

– importo compreso tra 20.000 euro  e 2.000.000 euro;

– utilizzato interamente per coprire gli investimenti ammissibili.

È previsto inoltre un accesso prioritario al Fondo Centrale di Garanzia dello Stato nella misura massima dell’80%.

Come funziona

Si rivolge alle micro, piccole e medie imprese (PMI) di tutti i settori economici, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione di chi svolge attività finanziarie e assicurative o attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

L’impresa interessata deve presentare alla banca o all’intermediario finanziario, entro il 31 Dicembre 2018, la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa.

La banca/intermediario finanziario, previa verifica della regolarità, trasmette al Ministero la richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo e, se vi sono risorse disponibili, delibera poi il finanziamento comunicandolo al Ministero. Le richieste di prenotazione sono soddisfatte, secondo l’ordine di presentazione, fino a concorrenza della disponibilità delle risorse.

Il Ministero, dopo aver ricevuto la comunicazione di avvenuta delibera del finanziamento, adotta il provvedimento di concessione del contributo comunicandolo a impresa e banca/intermediario, i quali si impegnano a stipulare il contratto di finanziamento ed erogare la somma del finanziamento in un’unica soluzione.

L’erogazione del contributo da parte del Ministero è prevista al completamento dell’investimento autocertificato dall’impresa ed è effettuata in quote annuali secondo il piano di erogazione riportato nel provvedimento di concessione.

E’ importante sottolineare che l’investimento deve essere avviato successivamente alla data di presentazione della domanda da parte dell’impresa interessata.

Tale incentivo è cumulabile con:

• Iper ammortamento e Super ammortamento;

• Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo;

• Patent box;

• Incentivi per startup e PMI innovative;

• Fondo Centrale di Garanzia.

 

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3. Credito d’imposta R&S

Trattasi di una misura volta a stimolare le spese private in Ricerca e Sviluppo per favorire l’innovazione e la competitività futura delle imprese.

Consiste in un credito d’imposta per tali spese che l’impresa contribuente vanta nei confronti dell’erario dello Stato.

Nel dettaglio

Credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di euro/anno per beneficiario e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014. 

Il credito d’imposta può essere utilizzato, anche in caso di perdite, a copertura di un ampio insieme di imposte e contributi.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: costi per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

La misura è applicabile per le spese in Ricerca e Sviluppo che saranno sostenute nel periodo 2017-2020.

Come funziona

Possono beneficiarne tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico. 

Sono ammesse sia le imprese residenti nel territorio dello Stato che le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo in proprio o commissionano tale attività o la svolgono su commissione da parte di imprese residenti all’estero.

L’accesso avviene in automatico in fase di redazione del bilancio indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (quadro RU del modello unico) ma con obbligo di documentazione contabile certificata.

Tale incentivo è cumulabile con:

• Iper ammortamento e Super ammortamento;

• Nuova Sabatini;

• Patent box;

• Incentivi per startup e PMI innovative;

• Fondo Centrale di Garanzia

 

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4. Patent Box

Consiste in una tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di taluni beni immateriali, nella fattispecie una riduzione delle aliquote IRES e IRAP.

L’obiettivo è quello di rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti nazionali ed esteri, favorendo la collocazione in Italia dei beni immateriali detenuti attualmente all’estero e al contempo incentivando il mantenimento di quelli già presenti evitandone la ricollocazione in altri Paesi. 

Altro scopo che si pone, non meno importante, è quello di incentivare gli investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo.

Nel dettaglio

Prevede un regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali: software protetto da copyright, know how, brevetti industriali, marchi registrati, disegni e modelli industriali.

L’agevolazione consiste nella riduzione delle aliquote IRES e IRAP fino al 50% dal 2017 in poi, sui redditi d’impresa connessi all’uso diretto o indiretto (ovvero in licenza d’uso) di

beni immateriali sia nei confronti di controparti terze che di controparti correlate (società infragruppo). Il beneficio è dato a condizione che il contribuente conduca attività di R&S connesse allo sviluppo e al mantenimento dei beni immateriali.

Ai fini del calcolo dell’agevolazione occorre quindi:

• determinare il “contributo economico” ovvero il reddito derivante dall’utilizzo dei beni immateriali al netto dei relativi costi;

• determinare il rapporto (nexus ratio) fra i costi qualificati di R&S (sostenuti per lo sviluppo del bene immateriale) e i costi complessivi – qualificati e non qualificati – di

R&S (sostenuti per produrre il bene immateriale);

• individuare la quota di “reddito agevolabile” determinata applicando il nexus ratio al “contributo economico” derivante dall’utilizzo del bene immateriale;

• applicare, infine, a tale quota la percentuale di detassazione riconosciuta.

Come funziona

Possono esercitare l’opzione i soggetti titolari di reddito d’impresa i cui redditi

dipendono in modo dimostrabile dall’utilizzo di beni immateriali.

L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per il quale si intende optare per la stessa, è valida per cinque anni a partire da quello in cui viene comunicata all’Agenzia delle Entrate, è irrevocabile e rinnovabile.

Nel caso di utilizzo diretto del bene immateriale è obbligatorio attivare un accordo preventivo (accordo di ruling) con l’Agenzia delle Entrate al fine di definire le metodologie da seguire per la determinazione del reddito agevolabile. L’efficacia dell’agevolazione parte dall’accordo di ruling.

L’accordo di ruling è invece facoltativo nel caso di utilizzo indiretto del bene immateriale e l’efficacia dell’agevolazione parte dall’esercizio dell’opzione.

E’ bene sottolineare che l’opzione sui marchi d’impresa esercitata per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 ha durata pari a cinque periodi d’imposta ovvero, se inferiore, fino al 30 giugno 2021 e non è rinnovabile.

Tale beneficio è cumulabile con:

• Iper ammortamento e Super ammortamento;

• Nuova Sabatini;

• Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo;

• Incentivi per startup e PMI innovative;

• Fondo Centrale di Garanzia

 

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5. Fondo di Garanzia

Il Fondo Centrale di Garanzia è uno strumento istituito con la Legge 662/96, è operativo dal 2000 e serve a supportare le imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie.

Consiste in una garanzia pubblica su un finanziamento bancario che consente di facilitare l’accesso al credito delle PMI italiane, sostituendo sostanzialmente le costose garanzie che normalmente vengono richieste per ottenere un finanziamento.

Nel dettaglio

Concessione di una garanzia pubblica, fino a un massimo dell’80% del finanziamento, per operazioni sia a breve sia a medio-lungo termine, sia per far fronte a esigenze di liquidità che per realizzare investimenti.
Il Fondo garantisce a ciascuna impresa o professionista un importo massimo di 2,5 milioni di euro, un plafond che può essere utilizzato attraverso una o più operazioni, fino a concorrenza del tetto stabilito, senza un limite al numero di operazioni effettuabili.
Il limite si riferisce all’importo garantito, mentre per il finanziamento nel suo complesso non è previsto un tetto massimo.

Come funziona

Sono ammissibili tutte le imprese di micro, piccole o medie dimensioni (incluse le startup) iscritte al Registro delle Imprese e i professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all’apposito elenco del Ministero dello Sviluppo Economico.

Sono ammessi soggetti che operano in tutti i settori ad eccezione di quello finanziario ma, per le imprese agricole, è prevista soltanto la possibilità di utilizzare la controgaranzia rivolgendosi ad un confidi che opera nei settori agricolo, agroalimentare e della pesca.

L’impresa o il professionista non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo ma deve rivolgersi a una banca o, in alternativa, a un Confidi accreditato che garantisce l’operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo.

Nel caso della garanzia diretta le imprese (o i professionisti) devono presentare alla banca o all’intermediario finanziario la richiesta di finanziamento e, contestualmente, richiedere che siano assistiti dalla garanzia del Fondo. 

La banca o l’intermediario trasmettono la domanda a Mediocredito Centrale SPA e attendono la concessione della garanzia.

Per ottenere l’agevolazione l’impresa o il professionista devono essere valutati in grado di rimborsare il finanziamento garantito. Devono quindi essere considerati economicamente e finanziariamente sani sulla base di appositi modelli di valutazione che utilizzano i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi. Le startup sono invece valutate sulla base di piani previsionali.

Le procedure di valutazione da parte del Fondo solitamente sono relativamente veloci: vengono verificati i requisiti di accesso e se tutto conforme viene adottata la delibera.

In caso di inadempimento dell’impresa o del professionista richiedente, la banca o l’intermediario concedente può rivalersi sul Fondo di Garanzia per la percentuale di finanziamento garantita.

Tale beneficio è cumulabile con:

• Iper ammortamento e Super ammortamento;

• Nuova Sabatini;

• Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo;  

• Incentivi per startup e PMI innovative;

• Patent Box.

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6. Start-up e PMI innovative

Si tratta di misure volte a supportare le imprese innovative in tutte le fasi del loro ciclo di vita, favorendo lo sviluppo dell’ecosistema nazionale dell’imprenditoria innovativa.

Startup innovative: società di capitali non quotate di nuova o recente costituzione, con valore della produzione annua inferiore a 5 milioni di euro e il cui oggetto sociale è

chiaramente legato all’innovazione. Presentano almeno uno dei tre seguenti requisiti:

• il 15% dei costi annui riguarda attività di R&S;

• 2/3 laureati, oppure 1/3 dottori, dottorandi di ricerca o ricercatori;

• titolarità di brevetto o software.

PMI innovative: imprese di piccole e medie dimensioni in forma di società di capitali, dotate di bilancio certificato.

Presentano almeno due dei tre seguenti requisiti:

• il 3% dei costi annui riguarda attività di R&S;

• 1/3 laureati, oppure 1/5 dottori, dottorandi di ricerca o ricercatori;

• titolarità di brevetto o software.

Come funzionano

Le startup innovative godono di un quadro di riferimento dedicato in materie come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, il diritto fallimentare; molte di queste misure sono estese anche alle PMI innovative.

Un’impresa in possesso dei requisiti di startup o PMI innovativa può iscriversi, mediante autocertificazione online, alle rispettive sezioni speciali del Registro delle Imprese.

Per le startup innovative il regime agevolativo dura 5 anni dalla costituzione.

Nel dettaglio

• Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita;

• Esonero dalla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica;

• Possibilità anche per le società a responsabilità limitata di emettere piani di incentivazione in equity, agevolati fiscalmente;

• Incentivi agli investimenti in capitale di rischio: detrazione IRPEF (per investimenti fino a

1 milione di euro) o deduzione dell’imponibile IRES (fino a 1,8 milioni) pari al 30%;

• Accesso gratuito, semplificato e prioritario al Fondo di Garanzia;

• Equity crowdfunding  per la raccolta di nuovi capitali di rischio;

• Italia Startup Visa: una modalità digitale, semplice e accelerata per attrarre imprenditori

innovativi;

• Possibilità di cedere le perdite a società quotate sponsor (almeno il 20% delle quote);

• In caso di insuccesso: esonero dalla disciplina fallimentare ordinaria;

• In caso di successo: le startup mature possono convertirsi agilmente in PMI innovative, continuando a godere dei principali benefici.

Tale beneficio è cumulabile con:

• Iper ammortamento e Super ammortamento;

• Nuova Sabatini;

• Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo;   

• Patent Box.

 

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7. Credito d’imposta per le spese di formazione

La legge di bilancio 2018 ha introdotto un’agevolazione fiscale per la formazione sulle tecnologie 4.0. 

Il MISE sta lavorando in questi giorni al decreto attuativo che dovrà stabilire le modalità per accedere al bonus.

Spese di formazione 4.0 ammissibili al credito d’imposta

Sono ammissibili al credito d’imposta, non tutte le attività di formazione ma solo le quelle svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0, quali:

· big data e analisi dei dati;

· cloud e fogcomputing;

· cyber security;

· sistemi cyber-fisici;

· prototipazione rapida;

· sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;

· robotica avanzata e collaborativa;

· interfaccia uomo macchina;

· manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali.

Le attività di formazione elencate devono essere applicate negli ambiti elencati nell’Allegato A  alla legge di Bilancio (vendita e marketing, informatica, tecniche e tecnologie di produzione).

Le attività di formazione devono, inoltre essere pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Il credito d’imposta non può essere fruito per la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per adeguarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e a ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Il nuovo incentivo, pari al 40%, ha durata temporanea e si applica esclusivamente per le spese sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017. Per i soggetti “solari” quindi l’agevolazione compete per le spese sostenute nel 2018.

Si rafforza l’incentivo per le imprese: sarà infatti possibile per gli imprenditori spesare oltre alle ore del personale impegnato nella formazione anche il costo relativo al tutor/docente aziendale.

Per i costi del “tutor/docente” è previsto un tetto massimo di spesa che dovrebbe essere pari al 30% della retribuzione complessiva annua del dipendente

Poiché il credito d’imposta è fruibile in forma automatica – senza cioè preventiva autorizzazione da parte dell’Amministrazione Pubblica – l’attività di formazione svolta nel periodo successivo a quello in corso in data 31 dicembre 2017 può beneficiare del Bonus Formazione 4.0 anche se tenutasi prima del decreto attuativo, purché rientri nell’ambito di applicazione Industria 4.0.

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